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Ray Ban Rb

Invece l’omaggio a Robin Williams alla fine c’è stato nel nuovo Jumanji. Il gioco da tavola diventa videogame, i ragazzi avatar nerboruti, o sexy, o panciuti, così vent’anni dopo, la modalità di avere tre vite per uscire dalla giungla sembra fatta apposta per scivolare in un videogioco. I soliti Jack Black e Kevin Hart a fare commedia (in senso sia di casino che risate grossolane ma di cuore) con Dwayne Johnson sempre più nuovo e più versatile Schwarzy di Hollywood.

As a grown man, then coming into corporate America, I remember the anxiety, the fear, the culture shock of becoming a civilian. The military is a in many ways a family, and you feel like you’re leaving home, you’re leaving everything you know. And it’s a very lonely feeling and a lot of people just don’t adjust well.

A Bella Farnia, frazione di Sabaudia (Latina), risiede una cospicua comunità di sikh, prevalentemente occupati come braccianti nella filiera agricola locale (nell’Agro Pontino si calcola la loro presenza in circa 30mila unità). Il loro lavoro è sfruttato e sottopagato e la non conoscenza della lingua è uno svantaggio nella consapevolezza dei loro diritti, sistematicamente calpestati, ad opera di caporali locali e con la connivenza dei loro connazionali, in spregio delle tutele sindacali. Continua.

Fra il violento e sociopatico Travis Bickle di Taxi Driver e il fascinoso amatore Julian Kaye di American Gigolo ci sono più vicinanze di quanto la differente bellezza dei corpi di De Niro e di Richard Gere darebbe a intendere. Entrambi lavorano solo di notte e, anche se le loro vite sociali e sessuali non potrebbero essere più distanti, tutti e due vivono un isolamento dal mondo di fronte al quale reagiscono brutalmente. Rispetto allo script scritto per Scorsese, American Gigolo lascia filtrare maggiormente il retaggio calvinista di Paul Schrader sull’individualismo del maschio moderno, investendo direttamente temi come il complesso di colpa e la possibilità di redenzione.

Nella mia vita ho fatto tantissimi buoni, preti, santi, potenti, e finalmente mi si è presentata la possibilità di interpretare un vero criminale. Il mio rapporto con il personaggio del Duca è piuttosto curioso: nella seconda serie spagnola il Duca esce di scena e, dal momento che parlo discretamente spagnolo e ho lavorato spesso in Spagna, mi era stato chiesto dalla produzione di rimpiazzarlo. Tuttavia, proprio nello stesso momento, mi è arrivata da Roberto Sessa l’offerta di realizzare la versione italiana e ho deciso di lavorare in patria.

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