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, Icart, L. , Schram, A. H. Of pages 167, Illustrated in colour INDEX Adami Valerio Alechinsky Pierre Appel Karel Baselitz Georg Basquiat Jean Michel Boetti Alighiero Brasilier Andrd Calder Alexander Chaissac Gaston Cheng Wang Yan Combas Robert Condo George Crash Cruz Diez. Carlos Cdrdenas Agustin Cdsar Debrb Olivier Deyrolle Jean Dmitrienko. Peter Klein Yves Koonsjeff LaChapelle.

Rosny Ainé, grazie al quale Jacques Annaud mette in scena una primitiva lotta di una tribù di Homo Sapiens per il possesso di una delle scoperte che cambiarono radicalmente l’evoluzione dell’uomo, con tanto di nascita di nuovo sentimento: l’amore. Mentre più cupo e grottesco sarà Il nome della rosa, che descriverà pienamente la bruttura tetra e di un poco ironico Medioevo amanuense, pesante nelle atmosfere, come nelle mostruose e deformi vicende. Puntando apertamente sul giallo, il film dissemina orrore e il regista incontra un altro notevole successo di pubblico.

Nella musica, invece, è sempre presente, soprattutto accompagnato dalla voce del suo vero e unico erede: il figlio Francesco, anche lui cantante e musicista.Vero e proprio mostro del palcoscenico, in teatro come davanti alla cinepresa, cantore di una Napoli che non c’è più, il 7 novembre 2006 viene ricoverato nella sala di rianimazione dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia per un edema polmonare, cui seguirà un’insufficienza cardio respiratoria che lo condurrà alla morte il 12 novembre, vegliato da sua moglie Rosina e da tutti i napoletani che si sono stretti attorno a lui in un solidale abbraccio. Abilissimo nel ribaltare le logiche della mostruosità umana, dove si contrappongono l’anima gentile e il sorriso largo, prigioniere in un corpo rude e ingombrante e dalle mani grosse, Mario Merola lascia alla sua città e all’Italia tutta le sue canzoni, giudicate dai napoletani come autentiche poesie, e i suoi film di notevole intensità emotiva, ricche di incompresa e preziosa umanità. Va via l’icona della sceneggiata, lasciando dietro di sé una schiera di cantanti e attori..

Le connotazioni razziali calzano bene a Turturro che nello stesso anno è il proprietario di nightclub antisemita in Mo’ better blues, ancora con Spike Lee, dimostrazione che le sue capacità attoriali possono assumere i ruoli più disparati (prova ne è anche il suo ruolo in Jungle Fever, 1991).Sarà poi Barton Fink, scrittore in crisi creativa nel Barton Fink dei Coen per il quale vince il premio come miglior attore protagonista a Cannes. Nel ’92 scrive e dirige la storia sull’immigrato italiano Niccolò Vitelli di Mac che gli vale un altro premio a Cannes, per la prima volta da dietro la macchina da presa: la Camera d’Or. Mentre nel dimenticato Gli sgangheroni (remake di Una notte all’opera dei fratelli Marx) interpreta Groucho stesso.

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