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Sills, Frederick H. Skinner, Thomas C. Skinner, Caleb Stone, Congressman William J. Oltre un’ora e mezza di grande commedia italiana ispirata da un Leonardo Pieraccioni di successo, con attori di secondo piano straordinari come lei, Barbara Enrichi, che con totale partecipazione emotiva veste il ruolo di Selvaggia dalla bruciante e alquanto comica sessualità! Il tutto in profumo di David di Donatello!Nata a Tavarnelle Val di Pesa, un piccolo paese nel cuore del Chianti, vicino a Firenze, fin da bambina si appassiona all’arte e in particolare alla recitazione, tanto è vero che si iscriverà alla Scuola di Arte Drammatica del capoluogo fiorentino, dalla quale ne uscirà diplomata. Immersasi da subito nell’attività teatrale, partecipa a un gruppo di lavoro teatrale di Ugo Chiti (che poi la vorrà ne Albergo Roma del 1996 con Alessandro Benvenuti), poi entra nella compagnia teatrale Arca Azzurra portando sul palco: “Allegretto perbene. Ma non troppo”, “La provincia di Jimy” e “Paesaggio con figure”, trovandosi sul palco del “Gianburrasca (un modello in casa Stoppani” al teatro Rifredi, diretta da Angelo Savelli.L’esordio al cinema con Alessandro BenvenutiNotata da Alessandro Benvenuti, esordisce cinematograficamente nella sua commedia familiare Benvenuti in casa Gori (1990) con Athina Cenci, lo stesso Benvenuti, Novello Novelli, Ilaria Occhini, Carlo Monni, Alessandro Paci e Massimo Ceccherini.

Nel 2011 torna sul grande schermo con la commedia Bar Sport, diretta da Massimo Martelli, e nel 2012 è nel cast di Tutto tutto niente niente di Giulio Manfredonia.Inarrestabile, non dimentica il suo amore per il teatro, e dal 2007 al 2009 è stata in tournée con “Casa di bambola L’altra Nora”, tratto da Henrik Ibsen, replicato in oltre 150 teatri in tutta Italia.Poche registe, dietro alle macchine da presa che contano. Tante scrittrici invisibili. Costumiste senza budget, attrici sottoutilizzate, produttrici eterno braccio destro, tecniche eccellenti costrette ad espatriare.

La giovane Nikki è imbambolata e assorta nella sua camera. Nell’oscurità qualcosa di misterioso la minaccia. Lei cerca di fuggire, ma è inutile. La storia è nota, tante sono state le versioni tratte dall’ di La messinscena è certamente suggestiva: memorabile la scena iniziale in cui il bianco e nero del presente si trasforma nel brillante colore del ricordo dei fasti dell’Opera, con la polvere, le ragnatele e il grigiore spazzate via dal vento della memoria del Visconte. Scena che peraltro avviene davvero nella versione teatrale, riuscendo ancor più suggestiva. Questo il limite che accompagna tutto il film (se è lecito chiamarlo così): sul grande schermo vediamo svanire il fascino dell’esperienza “live” del teatro, ma non arriva mai, di contrasto, la sensazione di star vedendo vero cinema..

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